Foto carta da parati A Volte Possono Essere Tropicali | Fabscarte Handmade Wallpaper

Intervista a Francesco Simeti

Francesco Simeti nasce a Palermo nel ’68 da madre americana. A NY vince una borsa per le grandi serigrafie al Lower East Side Printshop, oggi parte delle civiche raccolte di Milano. Nel 2000 realizza la sua prima installazione utilizzando un wallpaper.

Nel 2004 sperimenta la produzione di pattern da stampare a mano e a metraggio tramite processo serigrafico: tecnica che diventa la sua cifra permanente. La collaborazione con l’Italia ricomincia da Milano dove realizza il grande pattern che avvolge la stazione di Porta Garibaldi durante il restauro. Al salone del mobile del 2010 partecipa a Doppiafirma e conosce Fabscarte con la quale inizia una lunga collaborazione.  L’amore per questa forma d’arte si estende alla moda con pattern stampati su tessuti Miroglio e presentati a Pechino da Galleria Continua.

Simeti lavora spesso per spazi pubblici: ha realizzato progetti per una scuola di Staten Island, per la metropolitana di Brooklyn, per l’asilo carcerario di Bollate.

Nel 2014 realizza un opera per il Bard College di Annandale-on-Hudson, New York. In seguito partecipa alla mostra The King and I, realizzata per Alcantara nell’Appartamento del Principe a Palazzo Reale di Milano. Sempre in Italia, Aribnb e PS Milano lo coinvolgono nell’allestimento di un appartamento nel celebre borgo di Civita di Bagnoregio, parte di un circuito Airbnb dedicato ad artisti con lo scopo di portare a Civita un turismo sempre più consapevole.

 

Francesco la tua storia dimostra la tua attitudine di artista poliedrico e aperto alle collaborazioni. Come è nata la tua idea di collaborare con Fabscarte?

Come quasi tutte le collaborazioni, anche questa si sviluppa per effetto di un doppio feeling artistico e personale. Dei maestri artigiani che formano Fabscarte mi è piaciuto il know-how unico, capace di formalizzare nel gesto tecnico la sintesi delle conoscenze dei grandi maestri dell’artigianato italiano. Un’alta capacità tecnica che mi permetteva di formalizzare pattern ed idee creative nuove che erano in linea con il mio spirito di sperimentazione. Poi ho apprezzato anche la matericità dei loro prodotti che consente ai sensi di essere coinvolti a più livelli: il tatto e la vista convogliano in un’emozione che diventa estetica. “Last but not least” ho apprezzato il loro lato umano e umanista: entrambi amiamo l’arte come processo di ricerca dell’uomo per aiutarlo a ritornare in comunione con la natura e la sua bellezza.

Quali sono i punti comuni del vostro percorso e le affinità?

I punti in comune con loro sono tantissimi: innanzitutto entrambi amiamo impreziosire l’interior design attraverso opere su carta e per riuscire a fare questo con eccellenza, entrambi abbiamo fatto un lungo percorso di formazione e di ricerca. Questo cammino ci fornisce una capacità tecnica e artistica che consente di realizzare in maniera esatta il nostro progetto creativo. C’è poi l’amore per il gioco artistico della sperimentazione. Sono rimasto colpito dalla loro abilità di destrutturare un’immagine formale per crearne una nuova inizialmente scomposta e reinventata. Nel nostro primo lavoro abbiamo immaginato un paesaggio naturale inquieto e irreale che sottolinea l’antagonismo che da sempre caratterizza il rapporto tra l’uomo e la natura o lo abbiamo realizzato su una carta. Abbiamo usato dipinti a stucco in rilievo, fiori e foglie, tele in iuta con colori metallici evidenziano tronchi, strati di carte velina sottolineano rocce e nuvole, passando attraverso più piani del dipinto tramite tagli e incisioni e creando un effetto di gradevole piacere estetico. Nella seconda opera “A volte possono essere tropicali” immagini trovate e antiche illustrazioni scientifiche di botanica si fondono per creare un paesaggio immaginario in cui una nuova natura rigogliosa sembra avanzare e prevalere. È possibile trovare sollievo in questo scenario irreale dove un’inconsueta flora lotta per mantenere la sua naturale bellezza e il suo equilibrio. Sono sempre stato molto soddisfatto delle nostre creazioni.

 L’incontrò del tuo mondo con Fabscarte, tecnicamente cosa ha apportato di nuovo al tuo lavoro?     

Nella mia carriera sono riuscito a realizzare tantissime collaborazioni con maestri artigiani perché ho capito se riesci a porti in maniera aperta a lavorare con la medesima sintonia l’arricchimento tecnico che ricevi è ineguagliabile e questo si traduce in uno scatto in avanti del tuo repertorio linguistico. Nell’esperienza con i maestri di Fabscarte  ho fatto tesoro delle loro tecniche uniche, ma allo stesso tempo ho lasciato in eredità alla loro bottega delle nuove cifre stilistiche che da allora rientrano nella loro capacità produttiva e li accrescono. Con Luigi, Emilio e tutto il team abbiamo scardinato e riassemblato in maniera asimmetrica immagini e sensazioni e attraverso la sinergia che si è creata siamo entrambi andati al di là delle nostre singole esperienze.

È possibile acquistare alcune delle opere nate da questa collaborazione?

La prima opera che abbiamo disegnato insieme è custodita chiamata Owl Head è custodita negli archivi della Fondazione Cologni e non è attualmente disponibile per la vendita. La seconda opera “A volte possono essere tropicali” secondo me è un’opera su carta ideale per le pareti di soggiorni o camere da letto, perché  aggiunge fascino e suggestivo tocco cromatico alla stanza. Questa carta può essere acquistata direttamente sul sito www.fabscarte.it ed è disponibile nei più importanti siti di interior design.

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